Abechoc sulle Borse europee
Ieri la Borsa giapponese ha perso il 7,32 per cento dopo i rialzi stellari degli ultimi mesi, da quando Tokyo ha annunciato un piano di espansione monetaria gigantesco. Il collasso non è da imputare solo ai dati negativi provenienti dalla Cina sul settore manifatturiero. E’, per gli analisti, una correzione fisiologica, e forse necessaria, dopo che gli investitori hanno comprato, comprato e comprato senza soluzione di continuità. Le politiche della Federal Reserve e della Banca centrale giapponese non sono cambiate; resteranno molto accomodanti come annunciato.
16 AGO 20

Ieri la Borsa giapponese ha perso il 7,32 per cento dopo i rialzi stellari degli ultimi mesi, da quando Tokyo ha annunciato un piano di espansione monetaria gigantesco. Il collasso non è da imputare solo ai dati negativi provenienti dalla Cina sul settore manifatturiero. E’, per gli analisti, una correzione fisiologica, e forse necessaria, dopo che gli investitori hanno comprato, comprato e comprato senza soluzione di continuità. Le politiche della Federal Reserve e della Banca centrale giapponese non sono cambiate; resteranno molto accomodanti come annunciato. La correzione suona dunque come un avvertimento: “Se si va troppo in alto e tutti insieme, prima o poi si deve scendere”. Il dubbio è quali cicatrici lascerà l’evento di ieri nella postura dei trader (ora saranno meno baldanzosi?). Le Borse europee hanno chiuso in rosso (Milano è stata la peggiore). Basta un soffio per scioccare un’Europa molto fragile e guidata da leader “sonnambuli” diretti verso il baratro, come li dipinge l’Economist nel numero in edicola oggi.